
Dopo la fase di co-progettazione sul Lago d’Orta, il percorso di Playing the Blue prosegue a Ostuni, dove i giovani partecipanti si sono ritrovati per la seconda mobilità nazionale del progetto Erasmus+.
L’obiettivo della seconda tappa era trasformare i prototipi di gioco sviluppati durante la precedente mobilità in vere e proprie esperienze di gioco, mettendoli alla prova attraverso sessioni di sperimentazione, osservazione e confronto.
Dalla progettazione alla sperimentazione
Durante la mobilità, i gruppi hanno facilitato e testato gli Edu-LARP ideati nei mesi precedenti, sperimentandone dinamiche, meccaniche e obiettivi educativi. Ogni sessione ha rappresentato un’occasione per osservare il comportamento dei giocatori, verificare l’efficacia delle regole e comprendere se l’esperienza riuscisse a trasmettere il messaggio educativo immaginato durante la fase di progettazione.
Il testing non è stato considerato il momento conclusivo del lavoro, ma una parte essenziale del processo creativo. Ogni partita è stata seguita da momenti strutturati di debriefing e confronto, durante i quali facilitatori e partecipanti hanno condiviso osservazioni, criticità e proposte di miglioramento.

Imparare facendo
La mobilità di Ostuni ha confermato uno dei principi alla base di Playing the Blue: l’apprendimento passa attraverso l’esperienza.
I partecipanti non si sono limitati a giocare, ma hanno sperimentato in prima persona il ruolo di designer, facilitatori e osservatori, sviluppando competenze trasversali legate alla progettazione, alla comunicazione, alla collaborazione e alla gestione dei gruppi.
Attraverso il confronto continuo tra persone provenienti da territori e associazioni diverse, ogni gioco è diventato il risultato di un processo collettivo, capace di integrare punti di vista, competenze ed esperienze differenti.

Edu-LARP: strumenti in continua evoluzione
Uno degli aspetti più significativi della mobilità è stato comprendere che un Edu-LARP non nasce completo.
Ogni test ha permesso di raccogliere feedback preziosi per affinare le meccaniche di gioco, migliorare l’esperienza dei partecipanti e rendere più efficace la trasmissione dei messaggi legati all’acqua, alla sostenibilità e alla cittadinanza globale.
Questo approccio riflette pienamente la metodologia del progetto: costruire strumenti educativi attraverso un processo partecipato, in cui il contributo di ogni giocatore diventa parte integrante della progettazione.

Verso la restituzione alla comunità
Le esperienze maturate a Ostuni hanno costituito la base per l’ultima fase del progetto: la restituzione pubblica sul territorio.
I giochi perfezionati durante la mobilità sono stati infatti proposti alla comunità nell’evento conclusivo di DragoLago, offrendo ai partecipanti l’opportunità di sperimentare gli Edu-LARP e contribuire, con i propri feedback, all’ultima fase di sviluppo degli strumenti realizzati durante Playing the Blue.
Playing the Blue è un progetto Erasmus+ coordinato da DragoLago ETS e realizzato in collaborazione con ASNU APS, Helpcode ETS e Tou.Play ETS, con il sostegno dell’Agenzia Italiana per la Gioventù.
